La torre cilindrica in mattoni di Tor Caldara, con una piccola finestra e la parte alta intonacata di rosso, vista dal basso fra erbe secche e fiori gialli selvatici sotto un cielo bianco
La torre cilindrica in mattoni di Tor Caldara, con una piccola finestra e la parte alta intonacata di rosso, vista dal basso fra erbe secche e fiori gialli selvatici sotto un cielo bianco. Foto: Albarubescens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A circa 3 km dal B&B Casa dei Fiori c'è uno dei luoghi più sorprendenti del litorale a sud di Roma: la Riserva naturale regionale di Tor Caldara. È un tratto di costa rimasto libero dall'edilizia, fra Anzio e Lavinio, dove in pochi passi si attraversano un bosco mediterraneo, piccole aree umide con sorgenti sulfuree e una falesia affacciata sul mare, sotto lo sguardo di una torre cinquecentesca. È la gita che consigliamo più spesso ai nostri ospiti, anche per una mezza giornata.

Una riserva piccola ma ricchissima

La riserva è stata istituita con una legge regionale del 1988 e tutela circa 44 ettari di costa. È anche un Sito di Importanza Comunitaria della rete europea Natura 2000, proprio per le sue solfatare e i suoi fossi. Le dimensioni contenute la rendono ideale anche con i bambini: non servono lunghe camminate per vedere ambienti molto diversi fra loro.

La torre

Il simbolo della riserva è la torre, costruita nel Cinquecento come torre di avvistamento contro le incursioni dei pirati saraceni, parte del sistema di torri costiere che sorvegliava il litorale. Nei secoli è stata chiamata anche Torre Caldana o delle Caldare, nomi che richiamano le acque calde e sulfuree della zona. Sulla sua muratura in mattoni sono ancora visibili i segni dei colpi di cannone dell'epoca napoleonica, e accanto alla torre affiorano resti di una villa romana di età imperiale.

Le sorgenti sulfuree e le antiche cave di zolfo

La particolarità di Tor Caldara sono le sorgenti sulfuree: dal terreno risalgono gas di origine vulcanica legati all'antica attività dei Colli Albani, che creano piccole pozze dall'odore inconfondibile. Lo zolfo qui è stato estratto a cielo aperto probabilmente fin dall'antichità e fino all'incirca alla metà dell'Ottocento. Le aree delle vecchie cave sono oggi zone umide ricche di minerali, dove crescono piante rare come la felce florida. Ricordate che fare il bagno nelle pozze sulfuree è vietato: si osservano, senza entrarci.

Nelle pareti delle antiche cave, fra maggio e luglio, nidificano i gruccioni, uccelli migratori dai colori vivacissimi: con un po' di pazienza e un binocolo non è difficile vederli.

Il bosco, la macchia e la fauna

Gran parte della riserva è coperta da un bosco sempreverde di lecci e sughere, con corbezzolo ed erica arborea. Avvicinandosi al mare il vento trasforma il bosco in una fitta macchia mediterranea, mentre nelle zone più umide compaiono querce caducifoglie come la farnia, il farnetto e il cerro, insieme a ontani e pioppi lungo i fossi.

Anche la fauna è sorprendente per un'area così piccola:

  • oltre 70 specie di uccelli, fra stanziali e migratori;
  • mammiferi come l'istrice, la volpe e la donnola;
  • rettili protetti come la testuggine palustre e la testuggine di Hermann;
  • insetti particolari, fra cui un piccolo scarabeo endemico della costa laziale che si vede spesso sui fiori di cisto.

La falesia e il mare

Verso il mare la riserva termina con una falesia ricca di fossili, che racconta la storia geologica della zona: argille depositate su un antico fondale marino oltre due milioni di anni fa, coperte poi da strati di arenaria. Nelle antiche dune sono stati trovati strumenti preistorici in selce, fra le più antiche tracce della presenza umana nell'area. Dalla costa si apre la vista sul mare aperto: è il punto ideale per una sosta, soprattutto nelle giornate di primavera e d'autunno.

Consigli per la visita

  • Indossate scarpe comode: i sentieri sono in terra e sabbia.
  • Portate acqua e, in estate, un cappello: le ore più fresche sono le migliori.
  • Restate sui percorsi e rispettate la flora e la fauna protette.
  • Per visite guidate, eventi e informazioni aggiornate consultate il portale dei Parchi del Lazio.

A due passi dal B&B Casa dei Fiori

La vicinanza alla riserva è uno dei vantaggi del soggiorno al B&B Casa dei Fiori: potete partire al mattino presto o al tardo pomeriggio e rientrare in pochi minuti d'auto, con parcheggio gratuito su strada. Gli animali domestici sono ammessi in struttura; per portarli in riserva vi consigliamo di informarvi prima sulle regole dell'area protetta. Al ritorno vi aspettano la terrazza privata, il cortile e camere con bagno privato.

Una base comoda ad Anzio, vicino al mare

Due camere al primo piano con bagno privato e lavatrice a uso esclusivo, il mare a circa 5 minuti in auto e la stazione a circa 15 minuti a piedi.